{"id":15570,"date":"2002-05-19T00:00:00","date_gmt":"2002-05-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/la-pentecoste.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"la-pentecoste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-pentecoste.html","title":{"rendered":"La Pentecoste"},"content":{"rendered":"<p>La Pentecoste \u2013 in genere poco considerata anche tra i cristiani &#8211; segna in verit\u00e0 l\u2019inizio della Chiesa. In quel giorno (ne erano passati 50 dalla Pasqua) i discepoli di Ges\u00f9 diedero inizio ufficiale, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, alla predicazione del Vangelo nel mondo. L\u2019autore degli Atti degli Apostoli, infatti, nel riportare l\u2019episodio nota che davanti la porta del cenacolo vi erano persone provenienti da &#8220;ogni nazione che sta sotto il cielo&#8221;. Tra le numerose le riflessioni che si possono trarre da questo singolarissimo evento, una mi pare importante: il rapporto tra la comunit\u00e0 cristiana (la Chiesa) e la citt\u00e0 degli uomini. E\u2019 noto il dibattito che pi\u00f9 volte in Italia \u00e8 stato sollevato circa la compatibilit\u00e0 tra federe religiosa e democrazia, quasi che la prima debba escludere la seconda. Tra i laici pi\u00f9 attenti, ad esempio, parte il suggerimento ai credenti di comportarsi nella societ\u00e0 &#8220;etsi Deus non daretur&#8221; (come se Dio non ci fosse). Lascio ad un altro momento l\u2019approfondimento di questo aspetto, per fermarmi solamente a qualche riflessione pi\u00f9 generale. Lo spunto lo prendo dal grande vescovo di Costatinopoli, Giovanni Crisostomo il quale aprendo l\u2019omelia di Pentecoste diceva: &#8220;Eccoci, oggi, arrivati alla pienezza di tutti i beni, eccoci giunti alla metropoli delle solennit\u00e0&#8221;. E\u2019 significativa l\u2019espressione di &#8220;metropoli&#8221; riferita alla Pentecoste, o meglio alla Gerusalemme del giorno di Pentecoste. E\u2019 comune, nella tradizione spirituale cristiana, contrapporre Gerusalemme all\u2019altra metropoli veterotestamentaria, Babilonia. In quest\u2019ultima, narra il libro della Genesi, gli uomini pur parlando la stessa lingua e pur avendo lo stesso progetto, non si compresero pi\u00f9 e la citt\u00e0 divenne luogo di divisioni, di opposizioni e di violenze. Una &#8220;Babele&#8221;, appunto. A Gerusalemme, invece, nel giorno di Pentecoste accadde il contrario: gli uomini, pur provenendo &#8220;da ogni nazione che sta sotto il cielo&#8221;, compresero lo stesso Vangelo annunciato nelle diverse lingue. Per questo Gerusalemme \u00e8 divenuta il simbolo della citt\u00e0 futura, la citt\u00e0 dell\u2019armonia e della pace. E\u2019 ovvio chiedersi quale sia il rapporto tra Babele e Gerusalemme, tra la citt\u00e0 del presente e la citt\u00e0 del futuro. La risposta sintesi potrebbe essere: n\u00e9 identit\u00e0, n\u00e9 esclusione, bens\u00ec feconda tensione. Credo che all\u2019interno di questa dialettica debba esser posto il dibattito tra fede cristiana e impegno per la citt\u00e0 degli uomini. Oggi la tensione tra le due citt\u00e0 o, se si vuole, tra fede e politica (ma non solo), chiede di essere riaffrontata. E le narrazioni bibliche almeno qualche spunto lo offrono. Come, ad esempio, non vedere in Babele l\u2019immagine della condizione caotica del mondo contemporaneo che non riesce a darsi un nuovo ordine mondiale, al punto da ricadere in pericolosi frazionismi? E, dall\u2019altra, come non scorgere nella Pentecoste quel futuro di unit\u00e0 e pluralit\u00e0 che potrebbe definire le linee dell\u2019impegno per una nuova organizzazione della societ\u00e0? Il futuro del mondo non somiglia a quella immagine di convivenza e di tolleranza tra diversi? A Babele un progetto comune e un&#8217;unica lingua diventarono principio di divisione; a Gerusalemme lo Spirito donato agli apostoli realizz\u00f2 un\u2019unit\u00e0 che non annullava la pluralit\u00e0 delle lingue e delle nazioni. Nella storia del Novecento l\u2019idea di un nuovo ordine mondiale ha rappresentato un motivo ricorrente che ha appassionato gli spiriti pi\u00f9 attenti. Purtroppo gli venti di fine secolo hanno come neutralizzato le possibilit\u00e0 di influenza delle grandi organizzazioni sopranazionali. All\u2019inizio di questo nuovo secolo le ragioni delle singole nazioni o delle singole etnie (e cos\u00ec oltre) sembrano prevalere anche a costo di immani tragedie. La globalizzazione appare relegata al solo mercato, e l\u2019unica superpotenza non trova contrappesi adeguati. La situazione, che per un verso si \u00e8 semplificata, dall\u2019altra \u00e8 divenuta pi\u00f9 complessa e non priva di pericoli. In tale contesto il compito dei cristiani si \u00e8 fatto anch\u2019esso complesso. Essi debbono rifuggire dalla tentazione di presentare un programma organico per l\u2019edificazione di un nuovo ordine mondiale, come pure di progetti univoci per la costruzione della citt\u00e0 terrestre. Se come cittadini, i cristiani non possono e non debbono disinteressarsi dei programmi e delle proposte che nella &#8220;polis&#8221; vengono formulate, riuniti nella comunit\u00e0 dei discepoli del Signore, loro responsabilit\u00e0 primaria appare quella di farsi espressione della voce dello Spirito, ossia portatori di una energia spirituale che, appunto, ispira e sorregge senza pretese dogmatiche nel campo civile. Questo porta a dire che i cristiani debbono abbandonare arroccamenti e chiusure, e immergersi nella vita della &#8220;polis&#8221; anche rischiando scelte e mediazioni parziali, ritrovando per\u00f2, almeno in alcuni ambiti, unit\u00e0 di ispirazione e di intenti che offrano un\u2019anima alla societ\u00e0. Le citt\u00e0 moderne, necessariamente pluraliste, debbono trovare nei cristiani operatori di pace e di giustizia che sanno seminare l\u2019utopia della Gerusalemme di Pentecoste. La festa della Pentecoste spinge perci\u00f2 i cristiani a riscoprire la necessit\u00e0 e l\u2019urgenza dell\u2019impegno per la costruzione della societ\u00e0 terrena, avendo tuttavia presente il sogno di quella futura.<BR><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Pentecoste \u2013 in genere poco considerata anche tra i cristiani &#8211; segna in verit\u00e0 l\u2019inizio della Chiesa. 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