{"id":15563,"date":"2003-07-26T00:00:00","date_gmt":"2003-07-26T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/catechesi-gmg-toronto-2002.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"catechesi-gmg-toronto-2002","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/catechesi-gmg-toronto-2002.html","title":{"rendered":"Catechesi GMG Toronto 2002"},"content":{"rendered":"<p><P>\u201cLasciatevi riconciliare con Dio\u201d <\/P><br \/>\n<P>Una grande ambizione <\/P><br \/>\n<P>Cari amici, credo anzitutto doveroso che riconosciamo, e ce lo diaciamo, l\u2019ambizione del Papa sui giovani. Due anni fa, alla GMG di Roma, disse: \u201cNon abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio!\u201d L\u2019invito che resta attualissimo. Ieri, riprendendo l\u2019immagine del lago di Galilea, ha ripetuto a tutti l\u2019invito di Ges\u00f9 rivolto ai discepoli di seguirlo. Sa bene che il mondo, se vuole guardare con speranza al futuro, ha bisogno di giovani santi. Ecco perch\u00e9 questa prima GMG del nuovo secolo \u00e8 come una chiamata a puntare in alto. \u201cDuc in altum!\u201d ha detto all\u2019intera Chiesa all\u2019inizio di questo millennio. E lo ripete a noi. E noi abbiamo ascoltato questo invito e abbiamo preso il largo; siamo venuti fin qui, in Canada, a Toronto. Chi ci guarda da fuori continua magari a chiedersi: \u201cperch\u00e9 tanti giovani continuano a seguire questo vecchio Papa? perch\u00e9 si sobbarcano non pochi sacrifici per ascoltarlo? Il perch\u00e9, cari amici e care amiche, noi lo sappiamo bene. E lo sappiamo da anni. Noi continuiamo a seguire Giovanni Paolo II perch\u00e9 ci fa sognare ancora. Guardatevi attorno e cercate tra i grandi della terra: chi ha un sogno di amore sul mondo intero? Chi \u00e8 davvero un padre appassionato per tutti i popoli, a partire da quelli pi\u00f9 poveri e pi\u00f9 disgraziati. Chi? Purtroppo, i sogni, in genere, riguardano gli interessi nazionali o di gruppo, gli interessi personali o comunque particolari. Giovanni Paolo II ha un sogno grande e largo sul mondo e sui popoli. Per questo siamo partiti da varie citt\u00e0 del mondo, in un pellegrinaggio giovanile verso il futuro del mondo. Un \u2018pellegrinaggio di fraternit\u00e0\u2019 ha detto il Papa, perch\u00e9 accenda \u201cun fuoco di speranza per la Chiesa e per l\u2019umanita\u2019\u201d. Un pellegrinaggio di giovani del mondo e, &#8211; debbo dirlo \u2013 ci sentiamo vicini anche ai tanti guiovani di paesi poveri a cui non e\u2019 stato permesso di venire e diciamo loro tutto il nostro affetto e tutta la nostra fraternita\u2019. Perch\u00e9 non da soli ma assieme a loro costruiremo un futuro nuovo. E con un oceano di applausi vogliamo raggiungerli. E noi che siamo venuti dall\u2019Italia, \u00e8 vero, ci sentiamo fratelli e sorelle dell\u2019Italia ma qui ci sentiamo soprattutto fratelli dei giovani del mondo intero. Si, voi siete i giovani di Giovanni Paolo II, ossia i giovani dal cuore largo come \u00e8 largo il mondo. E solo se si \u00e8 cos\u00ec si \u00e8 fratelli universali. \u201cVoi siete il sale della terra\u2026Voi siete la luce del mondo!\u201d (Mt 5, 13-14). <\/P><br \/>\n<P>Certo, se comprendiamo solo un poco cosa vuol dire essere sale e luce restiamo stupiti e forse anche un po\u2019 timorosi. Qualcuno di voi potrebbe dire: \u201cMa come \u00e8 possibile che noi siamo sale e luce per il mondo e anche sale e luce per l\u2019Italia? Noi che stiamo qui, neppure moltissimi e per nulla potenti, noi che non abbiamo n\u00e9 i cordoni della borsa n\u00e9 quelli della politica, noi che non possediamo le grandi reti di informazione e tanto meno la struttura militare, come possiamo essere il sale e la luce del mondo?\u201d Eppure il Vangelo lo afferma: voi siete il sale della terra e la luce del mondo. E Giovanni Paolo II, facendo eco a queste parole, vi dice dove salare e dove illuminare: \u201cSono tante le persone ferite dalla vita, escluse dallo sviluppo economico, senza un tetto, una famiglia o un lavoro; molte si perdono dietro false illusioni o hanno smarrito ogni speranza\u2026Nel cuore di una citt\u00e0 multiculturale e pluriconfessionale diremo l\u2019unicit\u00e0 di Cristo Salvatore e l\u2019universalit\u00e0 del mistero di salvezza di cui la Chiesa \u00e8 sacramento. Pregheremo per la piena comunione tra i cristiani nella verit\u00e0 e nella carit\u00e0, rispondendo all\u2019invito del Signore che desidera ardentemente che tutti siano una cosa sola\u201d(Messaggio, n 4,5). C\u2019\u00e8 una fretta del Papa: sa che non \u00e8 pi\u00f9 possibile attendere oltre. E\u2019 la fretta richiesta dal Vangelo ma anche sollecitata dal grido di questo nostro mondo, dal grido dei poveri e dei deboli. Non possiamo pi\u00f9 essere spettatori distratti e pigri. <\/P><br \/>\n<P>Il mondo dopo l\u201911 settembre <\/P><br \/>\n<P>Davanti ai nostri occhi c\u2019\u00e8 il mondo del dopo 11 Settembre, un mondo frantumato e fragile. L\u2019attentato alle due torri di New York resta tragicamente emblematico della fragilit\u00e0 della convivenza tra gli uomini. Con quel crollo si sono sbriciolate speranze e sicurezze. La storia del mondo da quel giorno \u00e8 cambiata. C\u2019\u00e8 chi fa iniziare il millennio proprio in quel giorno. Ed \u00e8 iniziato davvero male. Si continua a dire che il mondo si trova in guerra, anche se si tratta di una guerra molto diversa da quelle passate. Tutti sono pi\u00f9 incerti, insicuri sulla propria vita, preoccupati della propria sicurezza, ansiosi sui pericoli che il domani potr\u00e0 riservare. Si parla di nuovi e terribili attacchi di tipo terroristico mentre finita una guerra se ne sta preparando un\u2019altra. Il mondo di oggi appare davvero pi\u00f9 insicuro di ieri. E poi c\u2019\u00e8 odio in giro; c\u2019\u00e8 rabbia in tanti luoghi; ci sono poteri oscuri; ci sono disegni di violenza e di terrorismo. E c\u2019\u00e8 tanta gente che pu\u00f2 sfruttare il dolore e la rabbia di tanti. E\u2019 senza dubbio urgente combattere e sradicare il terrorismo perche\u2019 non colpisca pi\u00f9. Non c\u2019\u00e8 dubbio su questo. Ma c\u2019\u00e8 un ulteriore rischio da evitare: \u00e8 il pericolo di pensare solo al presente, al proprio presente e a poco altro. Eravamo gi\u00e0 entrati nel nuovo millennio senza grandi sogni e senza grandi utopie. La caduta delle ideologie e una omologazione generale avevano come abbassato e ridotto gli orizzonti della vita. Dopo l\u201911 Settembre l\u2019emergenza terrorismo ha spinto a chinare la testa ancor pi\u00f9 in basso, a ripiegarsi ancor pi\u00f9 su di s\u00e9. E si sono moltiplicati individualismi irresponsabili, tribalismi difensivi e fondamentalismi pericolosi. La stessa globalizzazione, assieme al progresso, ha portato anche paure e divisioni. C&#8217;\u00e8 gente che si sente aggredita di fronte a nuovi vicini (pensate alla legge sugli stranieri approvata in Italia!, e quanto era bello lo slogan \u2018diamoci la mano, non diamoci le impronte\u2019) oppure si sente spaesata di fronte a un mondo divenuto troppo grande. Ecco perch\u00e9 \u00e8 urgente alzare lo sguardo sul mondo e sul suo futuro. Ma chi pensa al futuro del pianeta? Con quali sogni pensiamo al nostro domani? Con quali speranze i poveri pensano al loro futuro? E quali immagini del domani si disegnano davanti ai vari popoli? La paura, l\u2019egoismo, l\u2019insicurezza, ci stanno rubando il futuro schiacciandoci tutti verso un ansioso presente? Guardandoci attorno: c\u2019\u00e8 come un grande silenzio sul futuro del mondo; salvo il Papa, che continua a sognare e a farci sognare. Senza questo sogno ci si accontenta di difendere il proprio oggi e poco altro. Dopo il G8 qui in Canada cos\u2019\u00e8 successo per i popoli poveri? Chi oggi sente con la necessaria responsabilita\u2019 i gravissimi squilibri sociali, economici, culturali e politici che lacerano la vita del pieaneta? Pensate solo al conflitto isarelo-palestinese. Impotenti continuiamo a veder morire bambini israeliani e bambini palestinesi uccisi o dai kamikaze o dai missili. Ma Gesu\u2019 e\u2019 assieme bambino ebreo e bambino palestinese; cosi\u2019 pure Maria. Ambedue hanno conosciuto i campi profughi e ambedue hanno pregato in sinagoga. Per il Signore Iddio ambedue sono suoi. Ma per il mondo? Cari amici, in quel conflitto sono nascosti tutti i conflitti. In quella terra si gioca il destino di tutta la Terra. Potremmo dire che e\u2019 il segno delle tante divisioni e delle tante tragedie del pianeta, segno di un mondo non riconciliato che non vuole liberarsi dal circolo infernale della vendetta. Se vogliamo un mondo di pace, non possiamo tacere di fronte a questo conflitto e ai tanti altri conflitti che lacerano la vita dle pianeta. Come, noi cristiani, possiamo dimenticare il dramma dei milioni di persone che continuano a morire di fame nei tanti paesi poveri? Ci sono 40.000 morti per fame ogni giorno: circa 10 torri di New York al giorno che cadono: lo stesso numero di morti dello scoppio della bomba atomica a Hiroscima. Come possiamo assistere, senza insorgere, di fronte alla crescita della disparit\u00e0 tra il Nord ricco del mondo e il Sud povero? Come possiamo restarcene tranquilli di fronte alle masse di profughi che continuano a lasciare le loro terre a motivo della guerra e della fame? Potremmo continuare a lungo tali interrogativi: da quello sulla piaga dell\u2019AIDS a quello sulla emarginazione di milioni di poveri nei paesi occidentali, da quello sui pregiudizi verso gli zingari a quello sulla solitudine degli anziani, e cos\u00ec via. Quel che non pu\u00f2 pi\u00f9 continuare \u00e8 la nostra indifferenza e quella del mondo. <\/P><br \/>\n<P>C\u2019\u00e8 bisogno di una rivolta spirituale, di un lavoro capillare per alleviare la vita dei deboli e dei poveri, per far scendere la pace nelle pieghe delle societ\u00e0, per far crescere il rispetto dell\u2019altro, per sradicare le radici dell\u2019ira e per sanare le tentazioni della violenza. Questa lunga frontiera della riconciliazione deve vederci tutti impegnati in prima persona. <\/P><br \/>\n<P>Un mondo riconciliato <\/P><br \/>\n<P>Il primo a percorrere questa frontiera della riconciliazione e\u2019 Dio stesso. E\u2019 lui che supera la distanza, e\u2019 lui che scavalca il muro di separazione per donare agli uomini la riconciliazione. La riconciliazione e\u2019 iniziata dall parte di Dio. Ecco perche\u2019 Paolo non dice :\u201dRiconciliatevi con Dio\u201d, ma: \u201clasciatevi riconciliare con Dio!\u201d Vuol dire: lasciatevi amare, lasciatevi abbracciare, lasciatevi cambiare, lasciatevi irrobustire. \u00c8 il Signore che prende l\u2019iniziativa. La prese quel giorno lontano in Egitto, quando ud\u00ec il grido del suo popolo in Egitto. E la prese pi\u00f9 di mille anni dopo quando, come scrive l\u2019evangelista Giovanni, mand\u00f2 il Figlio sulla terra: \u201cDio ha tanto amato il mondo da inviare il suo figlio unigenito\u201d. E Gesu\u2019, obbedendo a questo intento del Padre: \u201cnon consider\u00f2 un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogli\u00f2 se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini\u2026umili\u00f2 se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce\u201d (Fil 2, 6-8). Ges\u00f9 venndo sulla terra ha riconciliato gli uomini \u2013 anzi l\u2019intera creazione &#8211; con Dio. Egli ha vinto quella estraneit\u00e0 che rendeva gli uomini lontani da Dio e lontani gli uni dagli altri. Paolo scriveva agli Efesini: \u201cOra, invece, in Cristo Ges\u00f9, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini, grazie al sangue di Cristo: Egli \u00e8 la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro che era frammezzo, cio\u00e8 l\u2019inimicizia\u2026per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l\u2019inimicizia. <BR>Egli \u00e8 venuto perci\u00f2 ad annunziare la pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini\u2026Cos\u00ec dunque voi non siete pi\u00f9 stranieri n\u00e9 ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio\u201d (Ef 2, 13-19). <BR>Cari amici, noi eravamo lontani da Dio. Sono stato amato, cercato, trovato e abbracciato. Tu sei stato amato cercato trovato e abbracciato. E\u2019 la storia di Dio con me, con te, con noi. Quella di Duo con noi \u00e9 una storia tutta in discesa. S\u00ec la vicenda di Dio e\u2019 tutta in discesa verso di noi, fino a lavarci i piedi. L\u2019unica volta che sale \u00e8 quando sale sulla Croce. Noi siamo invece gli arrampicatori, arrampicatori di gloria, di dignita\u2019, di stima, di considerazione. Ma la dignit\u00e0, cari amici, sta nel donarsi, non nell\u2019arrampicarsi, sta nel piegarsi sui deboli, non nell\u2019arrampicarsi per s\u00e9. Dio si \u00e8 chinato su di noi e ha vinto l\u2019estraneita\u2019. Rileggiamo, allora, le parabole del perdono di Luca. Dio \u00e8 come quella donna, come quel pastore, come quel Padre che parla amorevolmente con i due figli. Ges\u00f9 vuole mostrare ai suoi ascoltatori e tutti noi chi \u00e8 suo Padre: un padre buono che non resta in casa; che esce incontro ai due figli (uno perduto e ritrovato, l\u2019altro arrabbiato che rifiuta di far festa col fratello). Esce di casa per dialogare con loro e invitarli ad entrare per far festa assieme. Ges\u00f9 sembra voler dire: \u201c\u00e8 questo il Padre che ho io e che \u00e8 anche il vostro Padre\u201d. S\u00ec, cari amici, il Padre che ci ha mostrato Ges\u00f9, il nostro Dio, \u00e8 uno che pensa cos\u00ec, che agisce cos\u00ec, che si comporta cos\u00ec. Non resiste a stare lontano. Appena lo vede corre verso il figlio e gli dona la riconciliazione, ed \u00e8 ancora lui che la offre a quello maggiore restato in casa ma con il cuore indurito. Nessuno dei due figli aveva conosciuto a fondo il padre. Ambedue erano estranei al suo amore e per questo si comportano come estranei anche tra loro. Il minore, quando rientra in se stesso e si accorge della lontananza, spera di trovare nel padre solo un po\u2019 di umanit\u00e0 che gli consenta di vivere in casa almeno come un operaio stipendiato. Quando si avvicina trova invece un padre che lo aspetta con amore immutato, che gli corre incontro, lo abbraccia senza neanche fargli dire nulla e ordina immediatamente una festa di riconciliazione. Insomma lo reintegra pienamente nella sua condizione di figlio come se nulla fosse accaduto. Il primogenito che \u00e8 restato sempre in casa ha visto il Padre pi\u00f9 come un padre-padrone che come un padre affettuoso. Egli ha compiuto scrupolosamente il suo dovere, senza per\u00f2 mai sperimentare l\u2019intimit\u00e0 affettuosa di un padre capace di renderlo interiormente libero e sereno. Quel figlio era a tal punto lontano dal cuore del padre che non ha mai avuto il coraggio di far festa in casa con gli amici. E al ritorno del fratello minore emerge tutta la grettezza del suo cuore: non riesce n\u00e9 a capire il cuore del padre n\u00e9 a gioire per il ritorno del fratello. Ges\u00f9 vuol dire a tutti che il Padre \u00e8 amore, misericordia, e che vuole la riconciliazione. Quel Padre, cari amici, continua ancora oggi ad uscire; forse ormai sta stabilmente fuori casa, tanto \u00e8 il lavoro di riconciliazione. <BR>A noi chiede di operare con lui. A noi chiede di uscire con lui. Ha bisogno delle nostre parole per parlare, delle nostre braccia per abbracciare, del nostro cuore per amare. Le comunit\u00e0 cristiane scuole di riconciliazione Noi, uomini e donne riconciliati, abbiamo un compito grande nel mondo, quello della riconciliazione. In un mondo diviso e lacerato, in un mondo ove \u00e8 raro il perdono, in un mondo che rischia di non sapere pi\u00f9 cosa significhi fare festa, le comunit\u00e0 cristiane debbono porsi come quella casa del padre ove tutti sono accolti e apprendono l\u2019arte della riconciliazione, di comunit\u00e0 cristiane che siano scuole di riconciliazione. Questo nostro mondo ha bisogno pi\u00f9 che mai del Vangelo della riconciliazione, di comunit\u00e0 cristiane che siano scuole di riconciliazione. Quel che Paolo scriveva: \u201cNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 giudeo n\u00e9 greco, n\u00e9 schiavo n\u00e9 libero, n\u00e9 uomo n\u00e9 donna, perch\u00e9 tutti voi siete uno in Cristo Ges\u00f9\u201d e\u2019 di estrema attualita\u2019. Si, per noi cristiani non ci sono pi\u00f9 n\u00e9 hutu n\u00e9 tutsi, n\u00e9 israeliani n\u00e9 palestinesi, n\u00e9 del Nord n\u00e9 del Meridione, n\u00e9 giovani n\u00e9 anziani, n\u00e9 zingari n\u00e9 cittadini, n\u00e9 ricchi n\u00e9 poveri, n\u00e9 uomini n\u00e9 donne, perch\u00e9 tutti siamo uno in Cristo. Certo, senza il cuore di Cristo, senza essere riconciliati con il Vangelo, ti sembra impossibile abbattere le numerose mura di divisione. Ma il loro abbattimento e\u2019 l\u2019unica via della pace. E stai certi che senza vivere la riconciliazione con Dio, finisci inesorabilmente per adeguarti alle divisioni, finisci inesorabilmente per essere complice dei tanti muri che si stanno costruendo nel mondo. Non importa se ti accucci alla sua ombra per realismo o se, addirittura, fai il guardiano per sentirti uomo; in ogni caso sei, assieme, complice e vittima. Quale allora la nostra forza? Quella di Gesu\u2019, la Croce. Noi abbiamo la forza della Croce. Quella croce che dall\u2019inizio delle GMG continuiamo ad accogliere. Ma perch\u00e9 quel legno e\u2019 la nostra forza? Perch\u00e9 su quella Croce \u00e8 stato sconfitto l\u2019amore per se\u2019, \u00e9 stato sconfitto l\u2019egocentrismo. Quella croce vuol dire amore, riconciliazione, dialogo, preghiera, fraternita\u2019 universale. E\u2019 questa la nostra forza. Ed e\u2019 con questa forza di riconciliazione che noi cristiani possiamo e dobbiamo aiutare il mondo di oggi, venire incontro ai pi\u00f9 deboli come ai superbi, ai miti e ai vinti come ai violenti. Insomma, la riconciliazione deve diventare uno stile di vita del cristiano. Un discepolo, che rinuncia ad essere forza di riconciliazione nella vita degli uomini e nella storia dei popoli perde il suo sapore e spegne la sua luce; diventa scipito e grigio, e \u2013 come ho appena detto &#8211; lo troverete accovacciato all\u2019ombra di qualche muro. Paolo, nella seconda lettera ai cristiani di Corinto scrive: \u201cTutto viene da Dio che ci ha riconciliati con s\u00e9 mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. E\u2019 stato Dio infatti a riconciliare a s\u00e9 il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori di Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. La riconciliazione non \u00e8 solo una dimensione da vivere personalmente; e neppure una dimensione da vivere solo tra noi; \u00e8 anche un ministero da compiere: tutti siamo chiamati a dire agli uomini e alle donne di questo mondo che non sono condannati a restare schiacciati sotto il peso delle loro colpe e che a loro volta non debbono schiacciare gli altri con il peso della loro cattiveria. Si, la parola da dire al mondo \u00e8 quella della riconciliazione. A volte le nostre abitudini pigre, la nostra incredulit\u00e0, la nostra poca audacia, la nostra fiacca passione, la nostra avarizia, possono bloccare il processo di riconciliazione. Siamo venuti a Toronto perche\u2019 tutti, anche quelli che non sonpotuti venire, vogliamo liberare quella enorme potenza d\u2019amore che Dio ha effuso nei nostri cuori. C\u2019\u00e8 bisogno di maggiore generosit\u00e0 e di piu\u2019 chiara audacia. Le comunit\u00e0 cristiane non debbono vivere per se stesse, non debbono essere ripiegate sui propri problemi interni, debbono piuttosto essere scuola di misericordia e case di riconciliazione, luoghi ove tutti i popoli, ove tutti gli uomini sono accolti e amati. Il sale \u00e8 forse per se stesso? E la luce \u00e8 forse per illuminare se stessa? No deve il sale insaporire l\u2019altr e non deve la luce illuminare chi sta intorno? Cultura di riconciliazione Ecco perch\u00e9 la fede pertanto deve diventare cultura di riconciliazione, ossia un modo di vedere largo, un modo di amare senza confini, un modo di vivere che non riduce le cose ai nostri schemi, che non restringe il mondo alle nostre abitudini mentali. Ognuno di noi ha bisogno di aprire le finestre della propria mente e allargare le pareti del proprio cuore. E\u2019 facile, molto facile, essere sensibili solo a quello che ci sta vicino, a quello che ci tocca, che ci commuove e ignorare ci\u00f2 che sta lontano da noi. L\u2019amore \u00e8 anche un cuore ospitale a ci\u00f2 che non ci tocca direttamente. Parafrasando una frase di Ges\u00f9 potremmo dire: \u201cChe merito avete se conoscete solo quello che vi tocca?\u201d Cari amici, l\u2019ignoranza \u00e8 spesso funzionale al proprio egoismo. E nell\u2019ignoranza appassiscono l\u2019amore, la generosit\u00e0, l\u2019audacia, la passione. La forza dell\u2019amore spinge ad uscire da s\u00e9 per recarsi nei cuori degli altri al fine di creare una cultura d\u2019amore, una civilt\u00e0 dell\u2019amore. La forza della riconciliazione \u00e8 una energia concreta che fa superare ogni ripiegamento su di s\u00e9 e aiuta ad alzare il proprio sguardo e la propria azione verso l\u2019universalit\u00e0 della famiglia umana. Questo e\u2019 il sogno che noi, in ogni GMG, vediamo relizzarsi davanti ai nostri occhi. Cari amici, beati i nostri occhi che vedono quel che vediamo. Operiamo perche\u2019 tanti altri vi possano partecipare. E \u201cNon abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio!\u201d Non abbiate paura a sognare un mondo riconciliato e pacifico. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLasciatevi riconciliare con Dio\u201d Una grande ambizione Cari amici, credo anzitutto doveroso che riconosciamo, e ce lo diaciamo, l\u2019ambizione del Papa sui giovani. Due anni fa, alla GMG di Roma, disse: \u201cNon abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio!\u201d L\u2019invito che resta attualissimo. 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