{"id":15558,"date":"2002-10-02T00:00:00","date_gmt":"2002-10-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/presentazione-del-metropolita-krill-alla-laurea-honirs-causa.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"presentazione-del-metropolita-krill-alla-laurea-honirs-causa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/presentazione-del-metropolita-krill-alla-laurea-honirs-causa.html","title":{"rendered":"Presentazione del metropolita Krill alla laurea honirs causa"},"content":{"rendered":"<p>Il riconoscimento<br \/>\n  che l&#146;Universit&agrave; degli Studi di Perugia ha deciso di conferire al<br \/>\n  metropolita di Smolensk e di Kaliningrad Kirill si colloca in un itinerario<br \/>\n  di relazioni fra Chiesa ortodossa russa e mondo cristiano occidentale, che,<br \/>\n  nonostante alcune difficolt&agrave;, costituisce un dato significativo della<br \/>\n  vita religiosa e culturale d&#146;Europa. Non &egrave;, infatti, casuale che<br \/>\n  la cerimonia di oggi sia stata preceduta e, in un certo senso, introdotta dal<br \/>\n  colloquio internazionale &#147;Santit&agrave; e carit&agrave; nel cristianesimo<br \/>\n  d&#146;Oriente e d&#146;Occicente. Una via per le Chiese nell&#146;et&agrave;<br \/>\n  della globalizzazione&#148;, organizzato dal Patriarcato di Mosca, dalla Comunit&agrave;<br \/>\n  di Sant&#146;Egidio, dalla Diocesi di Terni-Narni-Amelia e dall&#146;Universit&agrave;<br \/>\n  degli Studi di Perugia, che si &egrave; svolto a Terni nei giorni precedenti<br \/>\n  con la partecipazione di autorevoli esponenti della Chiesa ortodossa russa e<br \/>\n  della Chiesa cattolica, nonch&eacute; di qualificati studiosi.  <\/p>\n<p>E&#146;<br \/>\n  una storia antica, quella dei rapporti fra l&#146;ortodossia russa e il cristianesimo<br \/>\n  occidentale, una storia che ha conosciuto, in particolare a partire dagli anni<br \/>\n  Sessanta del XX secolo, un rilevante allargamento di orizzonti. Risalgono a<br \/>\n  quegli anni, infatti, l&#146;ingresso della Chiesa russa nel Consiglio Ecumenico<br \/>\n  delle Chiese e l&#146;invio degli osservatori del Patriarcato di Mosca alla<br \/>\n  prima sessione del Concilio Vaticano II. Ricordo come, allora da giovane seminarista,<br \/>\n  accolsi con stupore, unito a un sentimento di gioia profonda, la notizia dell&#146;arrivo<br \/>\n  degli osservatori russi al Concilio. Era l&#146;intuizione di trovarmi davanti<br \/>\n  a un avvenimento storico. La Chiesa russa, nel pi&ugrave; ampio quadro dell&#146;ortodossia,<br \/>\n  assumeva il ruolo di protagonista nell&#146;incontro e nel dialogo con il cristianesimo<br \/>\n  d&#146;Occidente. Si iniziavano a ricucire i fili di una trama antica di fraternit&agrave;<br \/>\n  fra le Chiese che nei secoli era stata lacerata. <\/p>\n<p>Mi vengono<br \/>\n  in mente due protagonisti di quel cammino di incontro fraterno fra le Chiese<br \/>\n  cristiane d&#146;Europa: Giovanni XXIII e il metropolita di Leningrado e Novgorod,<br \/>\n  Nikodim, al cui amore per la Chiesa russa e alla cui passione per l&#146;unit&agrave;<br \/>\n  dei cristiani si deve molto per la nascita e il consolidarsi delle relazioni<br \/>\n  fra il Patriarcato di Mosca e le Chiese cristiane d&#146;Occidente. Un uomo<br \/>\n  di Chiesa, Nikodim, a cui &egrave; stato particolarmente vicino il metropolita<br \/>\n  Kirill, fin dagli anni Sessanta, quando era giovane studente del Seminario e<br \/>\n  dell&#146;Accademia teologica di Leningrado e suddiacono del metropolita. Ai<br \/>\n  primi anni Settanta risale il suo impegno, come collaboratore di Nikodim, nelle<br \/>\n  relazioni della Chiesa russa con le altre Chiese cristiane. Nel 1971 fu nominato<br \/>\n  rappresentante del Patriarcato di Mosca al Consiglio Ecumenico delle Chiese<br \/>\n  a Ginevra, del quale dal 1975 &egrave; membro del comitato centrale e del comitato<br \/>\n  esecutivo.<\/p>\n<p>Erano quelli<br \/>\n  anni non semplici per la Chiesa russa, costretta a vivere sotto il rigido controllo<br \/>\n  dello Stato sovietico. Il Novecento aveva visto lo scatenarsi in Russia di una<br \/>\n  persecuzione, forse senza precedenti nella storia, contro la Chiesa ortodossa<br \/>\n  ad opera del regime bolscevico. Il tributo di sangue versato dai cristiani russi<br \/>\n  &egrave; stato immenso. In quello che &egrave; stato definito a ragione il secolo<br \/>\n  del martirio, il primato della testimonianza dei martiri spetta senza alcun<br \/>\n  dubbio alla Chiesa russa. L&#146;atto che oggi compie l&#146;Universit&agrave;<br \/>\n  degli Studi di Perugia assume in un certo qual modo anche il valore di un tributo<br \/>\n  reso alla storia difficile vissuta dalla Chiesa russa nel periodo sovietico.\n  <\/p>\n<p>Per noi<br \/>\n  cristiani d&#146;Occidente il martirio e la sofferenza dei cristiani ortodossi<br \/>\n  russi nel XX secolo costituiscono una testimonianza di grande importanza spirituale.<br \/>\n  L&#146;eredit&agrave; di questi martiri &egrave; stata anche quella di un pi&ugrave;<br \/>\n  profondo legame di fraternit&agrave; con la Chiesa russa sperimentato da molti<br \/>\n  cristiani d&#146;Occidente. E&#146; questa la via di un&#146;amicizia fraterna<br \/>\n  che ho avuto modo di percorrere anche io, assieme alla Comunit&agrave; di Sant&#146;Egidio,<br \/>\n  nell&#146;incontro con tanti pastori e fedeli della Chiesa russa. In questo<br \/>\n  cammino ho avuto la possibilit&agrave; di conoscere e apprezzare il contributo<br \/>\n  di grande valore che il metropolita Kirill ha dato alla vita della sua Chiesa<br \/>\n  e del suo paese, ma anche allo sviluppo delle relazioni fra le Chiese cristiane.\n  <\/p>\n<p>Non spetta<br \/>\n  a me illustrare le motivazioni scientifiche e accademiche, per le quali il Senato<br \/>\n  Accademico dell&#146;Universit&agrave; degli Studi di Perugia ha preso la decisione<br \/>\n  di conferire questo titolo accademico al metropolita Kirill. Tuttavia sento<br \/>\n  necessario da parte mia sottolineare alcuni aspetti dell&#146;attivit&agrave;<br \/>\n  del metropolita come ecclesiastico, impegnato a restituire pienamente alla sua<br \/>\n  Chiesa il proprio ruolo nella societ&agrave; russa contemporanea e a disegnare<br \/>\n  il profilo di una presenza incisiva del cristianesimo nel mondo in questa nostra<br \/>\n  epoca della globalizzazione. <\/p>\n<p>Dopo avere<br \/>\n  ricoperto per lunghi anni la carica di rettore dell&#146;Accademia teologica<br \/>\n  di Leningrado, che sotto la sua guida divenne un significativo centro di vita<br \/>\n  culturale nell&#146;Unione Sovietica fra gli anni Settanta e Ottanta, Kirill<br \/>\n  nel 1984 &egrave; stato eletto arcivescovo di Smolensk e nel 1989 &egrave; stato<br \/>\n  nominato presidente del Dipartimento relazioni esterne del Patriarcato di Mosca,<br \/>\n  l&#146;organismo della Chiesa russa che cura le relazioni ecumeniche e quelle<br \/>\n  con le religioni non cristiane, l&#146;attivit&agrave; pastorale fuori dei confini<br \/>\n  dell&#146;ex Unione Sovietica, i rapporti con gli Stati e con le organizzazioni<br \/>\n  internazionali, con le forze politiche e sociali, con il mondo della cultura<br \/>\n  e con i media. Come presidente del dipartimento relazioni esterne del Patriarcato<br \/>\n  di Mosca &egrave; membro permanente del santo sinodo, l&#146;organo di governo<br \/>\n  della Chiesa russa. Nel 1991 &egrave; stato elevato alla dignit&agrave; di metropolita.\n  <\/p>\n<p>Il metropolita<br \/>\n  Kirill &egrave; una figura di primo piano non solo della Chiesa ortodossa ma<br \/>\n  dell&#146;intera societ&agrave; russa. Ha ricoperto un posto chiave del Patriarcato<br \/>\n  di Mosca in un delicato periodo di transizione per la Chiesa russa, che, nel<br \/>\n  passaggio dalla condizione di sottomissione cui era costretta dallo Stato sovietico<br \/>\n  a quella di libert&agrave; di cui gode nella Russia postcomunista, ha conosciuto<br \/>\n  un processo di straordinaria rinascita della vita ecclesiale. Il suo contributo<br \/>\n  &egrave; stato e continua a essere di grande importanza per il consolidamento<br \/>\n  della democrazia in Russia, nell&#146;impegno a rendere un&#146;istituzione<br \/>\n  rilevante come la Chiesa ortodossa uno dei pilastri della nuova societ&agrave;<br \/>\n  civile russa. <\/p>\n<p>Il metropolita<br \/>\n  &egrave; un protagonista del dibattito culturale in Russia, e non solo, nella<br \/>\n  ricerca di una sintesi fra la cultura russa, con la sua tradizione religiosa,<br \/>\n  e la modernit&agrave;, nelle sue differenti espressioni culturali, sociali,<br \/>\n  politiche. Sotto la sua direzione &egrave; stato elaborato un documento di notevole<br \/>\n  rilevanza, I fondamenti della dottrina sociale della Chiesa ortodossa russa.<br \/>\n  La redazione di questo testo &egrave; stato il risultato originale di uno sforzo<br \/>\n  teso all&#146;inserimento dell&#146;ortodossia russa nelle dinamiche della societ&agrave;<br \/>\n  contemporanea. <\/p>\n<p>Il metropolita<br \/>\n  Kirill &egrave; anche uno dei protagonisti delle relazioni ecumeniche fra le<br \/>\n  Chiese cristiane. Si &egrave; impegnato in prima persona a suscitare e favorire<br \/>\n  un dialogo paziente fra il cristianesimo orientale e quello occidentale, annodando<br \/>\n  i fili di molteplici rapporti fra la Chiesa ortodossa russa e le comunit&agrave;<br \/>\n  religiose dell&#146;Europa occidentale, sia cattoliche che protestanti. E&#146;<br \/>\n  questo un lavoro che ha creato un tessuto di relazioni con diocesi, parrocchie,<br \/>\n  comunit&agrave;, monasteri europei, ma anche con istituzioni culturali, con<br \/>\n  universit&agrave;, con centri di ricerca, con fondazioni nei diversi paesi dell&#146;Europa<br \/>\n  occidentale. Sono questi rapporti che costituiscono una premessa indispensabile<br \/>\n  alla costruzione dell&#146;unit&agrave; dei cristiani ma anche a quella della<br \/>\n  futura societ&agrave; europea. Infatti, il suo impegno fornisce un apporto significativo<br \/>\n  alla ricerca di una definitiva ricomposizione della frattura fra Est e Ovest<br \/>\n  e alla edificazione di un&#146;unit&agrave; dell&#146;Europa che tenga conto<br \/>\n  della pluralit&agrave; delle sue componenti culturali e religiose.<\/p>\n<p>Il conferimento<br \/>\n  al metropolita Kirill della Laurea honoris causa in Scienze Politiche da parte<br \/>\n  dell&#146;Universit&agrave; di Perugia si configura quindi come un riconoscimento,<br \/>\n  in primo luogo all&#146;attivit&agrave; del metropolita, ma anche a una storia<br \/>\n  quella della sua Chiesa, che ha percorso nell&#146;ultimo secolo un itinerario<br \/>\n  drammatico, ma che oggi pu&ograve; guardare con rinnovata speranza al suo futuro.<br \/>\n  E&#146; quindi questo nostro atto anche un impegno a seguire con rispetto, con<br \/>\n  stima, con passione e, per quanto mi riguarda, con pi&ugrave; intensa amicizia<br \/>\n  fraterna, il lavoro e l&#146;attivit&agrave; del metropolita Kirill e la vita<br \/>\n  della Chiesa ortodossa russa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il riconoscimento che l&#146;Universit&agrave; degli Studi di Perugia ha deciso di conferire al metropolita di Smolensk e di Kaliningrad Kirill si colloca in un itinerario di relazioni fra Chiesa ortodossa russa e mondo cristiano occidentale, che, nonostante alcune difficolt&agrave;, costituisce un dato significativo della vita religiosa e culturale d&#146;Europa. 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